Rabbia: uno strumento che può aiutarci a cambiare

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La pazienza messa troppe volte alla prova diventa rabbia.
(Publilio Siro)

La rabbia come segnale di un disagio

Potremmo definire la rabbia, come un segnale da non trascurare ma , soprattutto, da non sottovalutare. Un nostro scoppio d’ira, ci informa che qualcosa non va. Qualcuno si approfitta di noi, i nostri bisogni o desideri sono disattesi o, addirittura, vediamo i nostri diritti violati. E’ probabile che la rabbia voglia evidenziarci che stiamo evitando di affrontare un nostro aspetto emotivo, oppure che, all’interno di una relazione, stiamo compromettendo una parte troppo rilevante del nostro “Io”.

Quest’emozione viscerale è sempre più presente nel nostro quotidiano e merita un approfondimento che sappia guidarci nel convertirla per renderla utile, propositiva e costruttiva. Su questo argomento, ho avuto modo di leggere un testo molto interessante : “La Danza della Rabbia” di Harriet Lerner.

Rabbia: azione e reazione

L’autrice, spiega molto bene le implicazioni di questa emozione che, a seconda dei casi, può essere distruttiva ma anche salvifica. Dicevamo poco sopra, che la rabbia è la dimostrazione che non stiamo onorando le nostre convinzioni, i nostri valori, desideri o ambizioni. Forse abbiamo acconsentito a “dare” o “fare” più di quanto ci è umanamente possibile. Oppure può essere che il “moto di rabbia” ci avverta che altri stanno facendo “troppo” per noi, sono “iperfunzionali” nella nostra vita, a discapito della nostra crescita e del nostro processo di maturazione.gestire-la-rabbia-per-cambiare

Esistono molte manifestazioni della rabbia. I rapporti interpersonali, dalle relazioni sentimentali, passando per i legami familiari, fino ad arrivare alle interazioni professionali, sono un terreno fertile per questa vegetazione emotiva compromessa. Riuscire a gestire queste dinamiche, non è semplice, ma con attenzione e buon senso è possibile. Le donne, in special modo, non sono mai state educate a riconoscere l’origine della propria rabbia e neppure sono state aiutate a manifestarla in modo aperto, oltre poi ad incanalarla e gestirla.

La rabbia nella relazione

I ruoli assegnati alla donna, nei secoli, (e purtroppo è ancora così) non contemplavano la possibilità che il gentil sesso potesse manifestare il proprio disappunto in modo chiaro e assertivo. Tuttavia, tra la docilità imposta dall’icona dell’ angelo del “focolare” e l’immagine aggressiva delle “femministe arrabbiate”, c’è una terra di mezzo che consente di mettere a frutto l’energia prorompente dell’ira.

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La rabbia origina dalla paura  o da una carenza. Esiste per un motivo ben preciso ed ha il diritto di essere “ascoltata”. Molto spesso è un problema di autostima e, pertanto, l’azione giusta da compiere sarà quella di domandarsi:

Per quale ragione provo rabbia ? Qual è e di chi è il problema?”.

Proviamo a togliere energia ad un ipotetico conflitto e dedichiamoci a noi stessi, riflettendo sul perché e su come siamo giunti a questo livello di tensione. Ho preso in esame l’universo femminile perché notoriamente è quello più svantaggiato in circostanze di conflitto, ma questo non toglie che spesso, ad essere svantaggiati, siano anche i partners maschili . Togliere energia al conflitto nella relazione, di qualunque natura sia, aprirsi all’ascolto ed avere il coraggio di osservarsi con serenità. Questi sono i primi piccoli passi da fare; è possibile imparare a gestire questo tipo di reazioni fino a renderle nostre alleate per crescere e migliorare la qualità della nostra vita.

Qui di seguito alcune letture consigliate.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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