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Assistiamo quotidianamente ad un vero e proprio”sterminio”, della ricchezza della nostra amata lingua italiana.
Senza sollevare nessun tipo di polemica, mi limito a sottolineare che, se da una parte i tempi e il costume attuali ci stanno abituando alle abbreviazioni utilizzate dai ragazzi nei messaggini, alla diminuzione sistematica dei vocaboli adottati dai nostri giovani nelle loro conversazioni, dall’altra c’è un dato confortante che ci indica l’aumento degli aspiranti scrittori.
L’impoverimento del nostro lessico, fortunatamente, non impedisce lo sviluppo di una sana vena letteraria.
Ma quest’oggi, voglio parlarvi di un altro aspetto del linguaggio che forse ,non è sottolineato e discusso abbastanza.
Il linguaggio come cambiamento.
Lasciare che il nostro lessico si impoverisca, diminuendo la quantità e la qualità dei vocaboli, delle espressioni che adoperiamo, ci porta senza ombra di dubbio ad una progressiva diminuzione della nostra capacità creativa.
Impiegare poche parole e sempre le stesse, atrofizza il nostro potere creativo, la fantasia. E come ben sappiamo, non può esserci cambiamento senza soluzioni creative.
Per cambiamento intendiamo una modifica del nostro stato attuale, divenuta necessaria per noi stessi, per il nostro benessere, per la nostra soddisfazione di vita. Quindi, siamo avvisati : se vogliamo migliorare la nostra esistenza, se vogliamo avere la possibilità di cambiare quello che non ci soddisfa, dobbiamo partire dal nostro linguaggio. Cominceremo a chiamare le cose col proprio nome. Evitiamo di dire in senso generico : “Sono depresso” e sostituiamo con “Oggi mi sento insoddisfatto”. Evitiamo i cosiddetti luoghi comuni e cerchiamo di esprimere “veramente” ciò che sentiamo nel modo più completo possibile. Un piccolo sforzo iniziale ci restituirà tanta forza, fino ad integrare in noi questa nuova “sana abitudine”. Parlando in modo più compiuto, ci faremo capire meglio e al tempo stesso “ci” comprenderemo di più.
Imparare a dire “voglio” e non “devo”, cambierà la prospettiva dei nostri pensieri e delle nostre azioni. Da millenni il potere della parola è sempre stato riconosciuto da tutte le grandi civiltà. Le formule dei giuramenti dei capi di Stato, quelle delle accademie militari, i rituali religiosi: tutto è legato al potere della parola. In definitiva possiamo comprendere di avere a nostra disposizione uno mezzo formidabile per comunicare, utilizziamo consapevolmente questo strumento per migliorare ed evolverci.

 

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