Come gestire la gelosia

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La gelosia è un’emozione non propriamente facile da gestire. Tuttavia, con un poco di buona volontà, molta determinazione e, principalmente, tanta accettazione, tanta apertura, è possibile riuscire a contenerne i danni tenendo sotto controllo le emozioni.

Nel corso degli articoli precedenti:

abbiamo visto come, certi disagi emotivi, possano incidere anche pesantemente su un rapporto fino a provocarne la chiusura se non, addirittura, altre complicazioni estreme.
Nei prossimi paragrafi impareremo a riconoscere, sin da subito, i primi sintomi di un attacco di gelosia e come gestirli al meglio se…i gelosi siamo noi. Se invece abbiamo a che fare con un partner geloso, dovremo adottare altre strategie e, nel corso dell’articolo (e maggiormente nel libro), ci occuperemo anche di questo. L’intento è quello di armonizzare la coppia, riportando la relazione in equilibrio e privandola di quelle tensioni negative che sono responsabili di rotture insanabili.

Ricordo ai lettori che, alla fine dell’articolo, possono trovare il link per l’acquisto del libro “Gelosia: strategie e metodi per sconfiggerla”, all’interno del quale sono trattati, in modo esaustivo, tutti gli argomenti richiamati da questa serie di articoli.
Vediamo dunque di procedere per ordine partendo, prima di tutto, dalla gestione della gelosia se siamo noi a soffrirne.

Sono geloso/a

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Abbiamo già detto, nel corso dei capitoli precedenti, che la gelosia e le emozioni che scatena sono, molto probabilmente, un mix esplosivo di paura e rabbia.
Paura, di perdere la persona amata oppure una situazione alla quale teniamo molto, ad esempio il tipo di rapporto che abbiamo con il partner o con un amico, oppure una posizione professionale.
Rabbia, perché sospettiamo (a torto o a ragione), che qualcuno stia cercando di intromettersi nel rapporto (o nella situazione che ci sta a cuore), scavalcando la nostra persona, togliendoci quell’esclusiva che pensavano di avere (nel rapporto o in una collaborazione professionale).

Che sia reale o immaginata, questa situazione è altamente tossica e distruttiva per noi. Pertanto dobbiamo imparare, sin dai primi accenni, a identificarla subito per renderla innocua e, anzi, usarla a nostro favore. Riconoscerla, dominarla e trasformarla è il primo passo da fare per difenderci…da noi stessi, evitando di fare del male a noi e al partner (amico o collega). I sentimenti distruttivi fanno parte della natura umana ed è impensabile credere di poterli ricacciare nell’ombra senza pagarne le conseguenze. Molto meglio guardarli in faccia, osservarli, definirne i contorni senza avere paura di ammettere la loro esistenza, anche soffrendo, e soprattutto senza giudicarsi in modo severo e senza appello.

Ci sentiamo gelosi quando…

Ci sentiamo gelosi quando “crediamo”, a torto o a ragione, che qualcuno stia tramando alle nostre spalle per portarci via il lavoro, un ruolo, lo stipendio, una posizione professionale che ci siamo costruiti nel tempo con fatica e impegno. Tutto ciò ha la sua radice nell’insicurezza di fondo e in una scarsa autostima. Forse siamo preoccupati per le sempre più scarse opportunità dettate dalla crisi (e anche questo è un condizionamento imposto dalla società in modo manipolatorio perché la crisi è invece un’opportunità) ed è per questo che lasciamo agire in modo disordinato il nostro istinto di sopravvivenza.

Oppure siamo attanagliati da un forte senso di inferiorità che ci fa temere gli altri e il loro modo di essere perché li riteniamo superiori a noi. Dobbiamo ricordare che i peggiori giudici nei nostri confronti siamo proprio noi stessi. Siamo capaci di distruggere in un lampo tutto il nostro operato considerandolo come scarso, mediocre e non interessante. A ben vedere, però, ciascuno di noi ha realizzato qualcosa nella vita e non stiamo parlando di imprese eroiche o di obiettivi simili a quelli di personaggi famosi. E’ sufficiente aver espresso la nostra creatività.

Per riuscire a gestire il sentimento della gelosia, è necessario individuarne le cause. Non intendiamo qui il suggerimento di intraprendere una psicoterapia a lungo termine (a meno che il sentimento della gelosia non sia ossessivo e porti gravi conseguenze), ma l’esercizio di una sana obiettività e di un concreto buon senso nell’analizzare le nostre emozioni più ricorrenti e il disagio che producono. È così, infatti, che possiamo intanto definirle al meglio, dargli un nome, capire da dove derivano.

Individuare le cause

Anche se non sarà una cosa semplice, sforziamoci di risalire alle cause della nostra gelosia. Partiamo dall’accettazione incondizionata di quello che stiamo provando: non condanniamoci. Cerchiamo di capire se quello che proviamo è collegato a qualche episodio del nostro passato in cui abbiamo dato fiducia a qualcuno e non siamo stati ricambiati.
Nonostante le circostanze che stiamo vivendo possano essere completamente diverse da quelle che abbiamo vissuto in passato, potremmo essere rimasti legati e condizionati da questa esperienza negativa.

Valutare le conseguenza del nostro “essere gelosi”

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Impariamo e soprattutto impegniamoci, ad essere consapevoli di come il nostro atteggiamento geloso influisce sugli altri. Certo, forse potrebbe essere più semplice per noi, credere di avere ragione, riscontrando nel partner, nell’amico o nel collega per cui proviamo gelosia, un atteggiamento difensivo. Si tratta di un circolo vizioso. La nostra gelosia ci rende aggressivi. E per aggressività si intendono tutte le sfumature di questa emozione. Non è detto che l’aggressività del geloso/a si manifesti con scenate o ripicche. Molte volte si manifesta anche con rappresaglie e vendette non evidenti.

E la valanga delle emozioni negative cresce. Così, quando esplodiamo, noi accusiamo l’altro di aver commesso qualcosa che ci ha ferito e lui/lei tenterà di difendersi alzando uno scudo, reagendo a sua volta. In un meccanismo perverso, tutto ciò alimenta le nostre convinzioni, intravedendo nella reazione del partner (amico/collega), un’ammissione di colpevolezza. Tutto ciò crea un muro di incomunicabilità che ci allontana inesorabilmente dall’altro, generando astio e sospetto.

Bloccare sul nascere i pensieri “pericolosi”

Per evitare di dare corso all’escalation della tensione, al caos delle emozioni incontrollate, imponiamoci di adottare subito una strategia semplice. Deve essere facile da usare, non complicata e abbastanza potente da fermare l’avanzare scomposto di rabbia e paura.
Non è semplice, lo sappiamo, ma è la prima cosa che dovremo fare per evitare di stare male e per riuscire ad annientare completamente ogni azione che può danneggiare noi e i nostri cari. Quando sentiamo crescere la rabbia per qualcosa che crediamo di aver notato, fermiamoci e domandiamoci:
Che cosa mi sta succedendo?
Perché sono arrabbiato/a?
È gelosia? E se si, di che cosa sono geloso/a?
È il primo passo. È come imporsi di contare fino a dieci prima di parlare o di rispondere ad una provocazione.

Ascoltare il proprio corpo

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Spesso, quando l’attacco di gelosia o di qualunque altra emozione negativa sta per scoppiare, il nostro corpo ci invia dei segnali chiari. Queste emozioni negative, vanno ad agire direttamente su alcune parti del corpo.
Così, ad esempio, la paura si manifesta come un dolore sordo allo stomaco, un blocco con sudorazione e l’accelerazione del battito cardiaco. La rabbia, invece, manifesta respiro corto, bruciore e contrattura a spalle, collo e mascella. A volte paura e rabbia si uniscono e manifestano in modo pesante tutti i disagi che abbiamo descritto.
Se riusciamo ad accorgerci per tempo di queste sensazioni corporee, possiamo intervenire sul nostro pensiero, per modificarlo e trasformarlo in una visione migliore.

Chiedere scusa

Se non siamo riusciti a controllarci e abbiamo ceduto alla stizza, alla rabbia, alla recriminazione, dobbiamo essere pronti a chiedere scusa per il nostro comportamento.
Anche se non sarà un vero e proprio rimedio, chiedere scusa lenisce il disagio dell’altra persona, vittima del nostro sfogo. Scusarsi crea un ponte verso il partner, l’amico o il collega, ci permette di comunicare le nostre sensazioni, le nostre emozioni. Non appena realizziamo di aver esagerato, facciamo uno sforzo e chiediamo scusa; questo interromperà l’eventuale escalation.

Condividere i sentimenti

superare-la-gelosia-condividendo-i-sentimentiRiuscire a comunicare è sicuramente il modo migliore per superare il sentimento della gelosia. Dobbiamo aprirci all’altro e confrontarci sul nostro disagio.
È condividendo questo con il nostro partner/amico/collega che possiamo trasformare il nostro approccio a questo atteggiamento e risanare gli eventuali danni causati. Per contrastare il ripetersi di episodi spiacevoli, possiamo chiedere al partner, ad esempio, di segnalarci quando cominciamo ad avere atteggiamenti ossessivi, oppure quando iniziamo a fare domande irragionevoli, assurde e a raffica, perché stiamo cedendo al sentimento della gelosia.

Distrarsi da se stessi

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Ricordiamoci sempre che il sentimento della gelosia riguarda noi e non l’altro. Potrebbe capitare, specie all’inizio di questo percorso, di avvertire la sensazione fastidiosa di non riuscire a controllare le emozioni.
Se abbiamo la percezione che le circostanze siano al di là del nostro controllo, vuol dire che è arrivato il momento di indirizzare l’energia dei nostri sentimenti in qualche cosa di costruttivo, anziché restare aggrappati al rimuginare sulla situazione. Ad esempio dedichiamoci ad un hobby, allo sport, al volontariato.

La gelosia ha un ruolo nella nostra crescita

Il sentimento della gelosia ha uno scopo, nella nostra esistenza. Arriva perché noi impariamo ad avere il controllo su noi stessi. Dalla nostra gelosia possiamo imparare ad essere persone migliori.
Accoglierla senza giudicarci, integrare le emozioni negative e superarle togliendogli l’aspetto negativo, convertirle in energia positiva per noi stessi, da utilizzare per realizzarci, per crescere, per potenziare la nostra autostima e raggiungere i nostri obiettivi personali: questo è il primo passo sul quale concentrarsi.

No all’ossessione

Anche se non è semplice, impegniamoci a vivere i rapporti tenendoli al riparo dall’ossessione di vedere un potenziale nemico in ogni persona e in ogni situazione.

All’interno del libro “Gelosia: strategie e metodi per sconfiggerla” troverete altriapprofondimenti e specifiche in merito.

Non ascoltare pettegolezzi e malelingue

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Esiste una categoria di persone che potremmo definire “benefattori/benefattrici”, specialmente nella cerchie delle amicizie oppure nelle conoscenze legate al nostro ambiente, che ha come “missione” l’arte di impicciarsi della vita degli altri, forse perché non possiede una vita propria.
Se qualcuno arriva in aria “di amicizia” e, sempre in amicizia ci confida di aver visto il nostro partner o la nostra fidanzata nel tal posto con la tale persona, cerchiamo di utilizzare la razionalità e non cediamo al primo impulso di dubitare immediatamente del nostro compagno/a.

Coltivare la fiducia in se stessi

Siamo d’accordo, non tutti sono portati per l’introspezione. Quando abbiamo a che fare con le nostre emozioni non è mai semplice imparare a gestirle. Spesso può risultare complicato esaminare i nostri sentimenti, il dolore, la paura perché si soffre.
Nessuno desidera provare dolore e, quindi, la prima cosa che facciamo è quella di rovesciare la colpa sull’altro, attribuendo a lui il problema. Migliorare il nostro comportamento, affrontare la gelosia come qualsiasi altra emozione negativa, è molto faticoso e richiede impegno, coerenza, onestà e determinazione nel voler cambiare. Impariamo a coltivare la nostra autostima.

No ai paragoni con gli altri

Sforziamoci di non scivolare nella cattiva abitudine di paragonare noi stessi ad altre persone, sia dal punto di vista personale (per aspetto, per carattere, per status sociale etc.), sia dal punto di vista professionale ( per successo, per visibilità, etc).
Almeno, cerchiamo di non farlo nella sua accezione negativa, ossia restandone frustrati per non sentirci alla loro altezza. Fino a che il fatto di osservare gli altri diventa uno stimolo a migliorarci, magari per ridefinire una nostra lacuna, un difetto, è tutto di guadagnato.coltivare-la-fiducia-in-se-stessi

Esercitarsi con il “come se”

Uno dei modi più semplici, da affiancare alla forza di volontà e alla determinazione di riuscire a controllare la propria gelosia, è il “simulare” di NON essere gelosi. Se abbiamo deciso di imparare a controllare le nostre reazioni, se vogliamo smettere di essere gelosi, mentre ci impegniamo a tenere sotto controllo il nostro comportamento, facciamo in modo di “apparire” non gelosi. Questo ci aiuterà, nel tempo, a costruire una nuova abitudine, più positiva, più soddisfacente dal punto di vista emotivo.

Mentre facciamo questo esercizio, teniamo sempre a mente la nostra meta: affrancarci dal sentimento della gelosia. Analizzare le proprie sensazioni, i propri bisogni primari, le caratteristiche dei nostri obiettivi, è parte integrante del rafforzamento della propria autostima. Senza questo tipo di percorso, risulta difficile contrastare gli effetti della gelosia e sradicarla completamente.

La terza parte di questo lunghissimo articolo sulla gestione della gelosia, prosegue adesso con la “parte 4”, in cui tracceremo le linee guida per sviluppare al meglio il proprio “carisma” personale, potenziando autostima e sicurezza interiore.

Nel frattempo vi invito alla lettura e ad iniziare gli esercizi del libro: vedrete da subito dei miglioramenti.

Ecco, come promesso, il libro che vi aiuterà a gestire la gelosia in modo semplice ma estremamente concreto:

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E per rafforzare la vostra autostima ecco un altro consiglio di lettura:

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Cliccate sulla copertina per leggere un estratto.

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