Come gestire la gelosia controllando le emozioni e rafforzando l’autostima

La Gelosia: sentimento o limite?

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La gelosia si presenta quando una persona avverte che, la propria relazione più importante, è minacciata da qualcuno (o qualcosa) di esterno al rapporto. Questo vale, oltre che nelle relazioni sentimentali, anche in rapporti di amicizia oppure nei legami familiari tra genitore e figlio o ancora tra fratelli. La gelosia è un sentimento comune, molte persone la sperimentano di tanto in tanto. Non è un’emozione negativa a meno che non degeneri causando sofferenza alla persona che la prova, al partner, ai familiari o agli amici, andando ad incidere pesantemente sui rapporti. Questa paura, perché di questo si tratta, può abbattere moralmente chi ne è vittima e portare la relazione ad un punto tale da essere frantumata dal dubbio. Vediamo di capire meglio i meccanismi di questa emozione limitante.

Che cos’è la gelosia?

Leggiamo, dal dizionario, la corretta descrizione del termine “gelosia”.

Gelosìa

Stato emotivo di dubbio e di tormentosa ansia di chi, con o senza giustificato motivo, teme (o constata) che la persona amata gli sia insidiata da un rivale: sentire g., soffrire di g.; essere roso, tormentato dalla g.; fare una scena di gelosia. È distinta dall’invidia in quanto, quest’ultima, è il sentimento di chi desidera cosa posseduta da un altro, senza che in questa rivalità sia coinvolta una terza persona.”

(Fonte Treccani)

Nei momenti in cui la gelosia si scatena, la persona che la sperimenta viene travolta dall’emotività che la spinge a guardare, con terrore, ad un possibile abbandono da parte della persona amata. Direttamente legata alla possessività, la gelosia spinge la persona che la prova, a ritenere di avere diritto assoluto sul proprio partner; gelosia e possessività, hanno entrambe la pretesa di avere “l’esclusiva” sull’altro, inteso come oggetto del desiderio e di amore viscerale.

Gelosia o invidia: distinguiamo

Gelosia e invidia hanno dei tratti simili ma sono sostanzialmente due emozioni molto diverse. La gelosia, come accennato poco sopra, che agisce frequentemente all’interno di relazioni sia familiari che sociali, è improntata sul timore di perdere l’oggetto del proprio bene. Questa preoccupazione innesca, nella persona gelosa, un meccanismo devastante che ingigantisce i sospetti e corrode il legame fino a minarlo definitivamente, se non viene gestita con ferma decisione.
L’invidia, per contro, ha delle caratteristiche differenti, seppure possa per alcuni versi, essere paragonata al sentimento della gelosia. L’invidia è un insieme di sensazioni, di emozioni tra le quali troviamo la rabbia, il rancore, l’odio, l’avversione. Tutte emozioni che prendono vita nella persona che assiste al successo o alla felicità di qualcuno che vive un momento felice, che ha raggiunto il benessere, che è entusiasta per aver ottenuto un riconoscimento o per essere riuscito in qualcosa.

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L’invidia può essere positiva o limitante

Il motivo per cui preferiamo definirci gelosi piuttosto che invidiosi, risiede nel fatto che, ammettere la propria invidia per qualcuno, significa dichiarare una sorta di inferiorità rispetto alla persona in questione. Ammettere di essere gelosi appare meno sconveniente rispetto al sentimento dell’invidia, perché presuppone di avere un legame sentimentale/affettivo con la persona e questo mitiga gli aspetti negativi della gelosia. Mentre l’invidia, nella sua espressione peggiore, fa desiderare di danneggiare la persona che invidiamo, per togliergli la gioia del risultato/obiettivo raggiunto, la gelosia fa desiderare che l’altra persona ci corrisponda e ricambi l’amore che le doniamo, con considerazione, dedizione, interesse, ammirazione e, soprattutto, che ci rassicuri sul fatto che la nostra relazione sia solida e che nessuno si intrometta per danneggiarne l’equilibrio.
Esiste anche un tipo di invidia per così dire, “positiva”, ovvero quella che riesce, se provata, a stimolarci, a spingerci nel migliorare noi stessi per raggiungere, se possibile, gli stessi risultati della persona per cui proviamo invidia. Se l’invidia “negativa” toglie il sonno, avvelena la vita e crea rabbia, quella “buona” ci dà una scrollata, ci motiva a fare meglio e, anche se segue una strada non proprio lineare, ha la qualità di dirigerci verso un miglioramento.

Quello che “non” dobbiamo fare

Se soffriamo di invidia, uno dei primi accorgimenti che dobbiamo adottare è quello di non nascondere questo problema. Celarlo, coprirlo, non ci aiuterà a metabolizzarlo e quindi a superarlo. Se lo lasciamo libero di agire, sarà sempre come una spina nel fianco che continuerà a far male, a ferire la nostra autostima, sempre e comunque.
Diventarne consapevoli ha molti vantaggi.

L’atteggiamento giusto per gestire l’invidia

È nostro dovere impegnarci per fare in modo che la nostra vita sia migliore, senza farci condizionare o suggestionare dai successi di chi, secondo noi, non merita la fortuna che ha. Sempre in riferimento alla nostra invidia, adesso che abbiamo capito come eliminare i comportamenti negativi, possiamo imparare ad introdurre e assimilare nuovi atteggiamenti più costruttivi.

Prima di tutto, ciò che dovremmo fare è identificare concretamente che cosa desideriamo dalla vita. Questa riflessione può apparire come non attinente al tema ma, vi assicuro, che è molto importante chiarirsi le idee su questo aspetto. Molto spesso, infatti, rispondendo a questa domanda si scopre che, quelle che sono le nostre priorità, i nostri desideri, non coincidono affatto con quello che la “persona invidiata” ha ottenuto.

La nostra invidia/gelosia per qualcosa che un altro ha raggiunto, avvolge di un’aura fantastica il risultato che ha ottenuto, ma non è detto che ciò andrebbe bene anche per noi o che faccia al caso nostro. Noi siamo unici e la nostra vita è diversa da quella di qualunque altra persona, con esigenze diverse, sfide diverse, risultati diversi.

I diversi tipi di gelosia

Proviamo a definire meglio quali sono i vari tipi di gelosia. Possiamo distinguerne almeno tre:

preventiva

reattiva

retroattiva

Ve ne sarebbero altri tipi ma, per sintetizzare, ci occuperemo di questi poiché rappresentano le tre macro aree nelle quali confluiscono la maggior parte dei casi. Vediamo meglio.

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La gelosia preventiva

La gelosia “preventiva”, si verifica quando, nonostante non si abbiamo le prove, accusiamo il nostro/a partner di aver flirtato o peggio di aver avviato una tresca con un ipotetico rivale. Come conseguenza, il nostro atteggiamento nei riguardi del compagno/a, arriverà ad estremi difficilmente gestibili.

La gelosia reattiva

La gelosia reattiva, invece, è la reazione ad un avvenimento concreto. Può essere scatenata da un fatto reale (e di questo parleremo più avanti), come un vero e proprio tradimento, oppure può essere il prodotto della nostra immaginazione, sapientemente pilotato dalla nostra paura di essere traditi.

La gelosia “retroattiva” (detta “Sindrome di Rebecca”)

La gelosia retroattiva o “Sindrome di Rebecca” si verifica quando dimostriamo una vera ossessione per il passato del nostro/a partner. Questa tipo di gelosia, ha la caratteristica di riguardare tutta quanta la vita pregressa del nostro/a partner, compreso, ovviamente i rapporti sentimentali.

Quando ci assale la gelosia “retroattiva”, può accaderci di vedere l’ex del nostro/a attuale partner come dotato di caratteristiche speciali che noi non riusciremo mai ad avere. Potremmo scivolare nella convinzione che possiede delle qualità che noi non abbiamo e, per cercare di arginare questo suo essere “speciale”, cerchiamo di sminuirlo o denigrarlo ad ogni occasione con l’intento di eliminarlo dal passato del nostro/a partner.

La gelosia patologica

Il sentimento della gelosia si trasforma in qualcosa di distorto quando viene affiancato a idee e atteggiamenti ossessivi. In altre parole, la persona gelosa scivola in un comportamento compulsivo cercando delle prove che avvalorino le sue teorie, esercitando un controllo oppressivo sul /la partner, seguendolo durante la sua giornata. La gelosia patologica è presente nei manuali diagnostici, ed è classificata come “disturbo delirante” di cui esistono quattro tipi:

depressiva (pensieri ossessivi, controllo, pressioni, pedinamenti)

ossessiva (che ha origine dalla sensazione di essere inadeguati e che si suddivide in altre sottocategorie)

ansiosa (che provoca un’ansia continua del timore di essere traditi)

paranoica ( la persona gelosa è, in questo caso, perennemente sospettoso in modo eccessivo)

da ansia di separazione (ne soffre chi non riesce ad accettare la probabilità che la sua relazione possa finire; per queste persone, perdere il partner equivale a morire)

Nella seconda parte di questo articolo, esploreremo le “conseguenze della gelosia” e il modo migliore per iniziare a contrastarne gli effetti negativi nella relazione. Non perdetevi il prossimo articolo: “Gelosia: strategie e metodi per sconfiggerla (Parte 2)”

Nel libro: “Gelosia: Strategie e Metodi per Sconfiggerla”, potrete trovare tutti gli argomenti di cui sopra, approfonditi, e gli esercizi utili per riucire a gestire la gelosia.

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In questo video trovate una rapida carrellata degli argomenti che sono trattati nel libro sulla Gelosia.

 

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