Che cosa sono gli “Esercizi per Vivere Meglio”, la “guida interiore” e come si utilizzano

“In ogni momento abbiamo la possibilità di fare una scelta che ci porta più vicino al nostro spirito o che ce ne allontana.”

Thich Nhat Hanh

In questa serie di esercizi a cadenza settimanale, andremo a trattare il tema dei valori e dei contenuti etici, che rappresentano una guida importante in ogni momento della nostra vita.

cambiare percezione

Quando prendiamo una decisione, più o meno importante nella vita quotidiana, è fondamentale stabilire la direzione verso la quale stiamo focalizzando la nostra attenzione, quali sono i criteri che stiamo utilizzando per raggiungere i nostri obiettivi, capire se i cambiamenti che vogliamo realizzare rappresentano davvero i “nostri” desideri e sono allineati con chi riteniamo di essere come persone, con i nostri valori principali.

Gli esercizi della “Guida Interiore”, aiutano ad imparare a pensare con una prospettiva più ampia, ad ampliare lo scenario futuro delle nostre aspirazioni, accordandole il più possibile con gli altri aspetti della nostra vita e con il mondo attorno a noi, dal momento che un vero successo aggiunge sempre qualcosa a noi stessi ma anche a ciò che ci circonda.

Gli esercizi di questo gruppo, tendono alle scelte che contribuiscono a mantenere un equilibrio dinamico reciprocamente vantaggioso per noi e per gli altri, in modo che tra noi e chi ci vive accanto ci sia armonia e serenità.

Dotatevi di un Diario sul quale fare gli esercizi e annotare i vostri pensieri e riflessioni.

“La credibilità scaturisce dall’integrità; gli individui capaci di prestazioni eccellenti sanno che nel lavoro la fidatezza si traduce nel fare in modo che le persone conoscano i loro valori, principi, intenzioni e sentimenti e nell’agire in modo costantemente coerente con essi.”

Daniel Goleman

 

Esercizio per Vivere Meglio n° 1 – La Guida Interiore 

 

*Rispetta regole, abitudini, limiti o vincoli*

Valuta con attenzione

“Non dobbiamo permettere alle percezioni limitate degli altri di definire chi siamo”

Virginia Satir

 

Domanda 1: “Quali regole devo rispettare?”

 quali regole dobbiamo rispettare

Nota: Riflettiamo.

  • Quali sono le regole che devo rispettare?
  • Fanno parte dei miei stessi valori?
  • Sono regole che mi hanno imposto gli altri?
  • Che cosa definiscono le regole che rispetto ogni giorno?
  • Descrivono le mie vere inclinazioni?
  • Le regole che sto rispettando adesso rispecchiano i miei valori di fondo, ciò in cui credo?

Spesso adattiamo la nostra persona a comportamenti “conformisti” solo perché ce lo hanno insegnato sin da bambini o, peggio, per non deludere qualcuno a cui teniamo molto. La domanda invita a riflettere su quali sono le regole che stiamo rispettando a livello sociale, relazionale, professionale per capire fino a che punto siamo coscienti e consapevoli di quello che ci muove.

 

Domanda 2: “Quali abitudini devo seguire?”

abitudini positive-henative

abitudini positive 

Nota: Riflettiamo.

  • Quali sono le caratteristiche dei ritmi che mi accompagnano giornalmente?
  • Che cosa è diventato un’abitudine per me?
  • Queste abitudini sono positive per la mia persona e il mio sviluppo interiore?
  • Queste abitudini rispecchiano ciò che sono e ciò che voglio diventare?
  • Provengono da esigenze mie o sono la proiezione di chi fa parte del mio ambiente (familiare o lavorativo)?

Accade di frequente che, l’ambiente che ci circonda, arrivi a condizionare le nostre scelte, specie in fatto di abitudini. A partire dall’alimentazione, passando per i comportamenti all’interno delle relazioni, al modo di approcciare i problemi, come pure nella scelta delle priorità, degli obiettivi che vogliamo raggiungere fino addirittura alla definizione dei valori di base e alla gestione del denaro.

E’ molto importante, quindi, individuare le abitudini che risultano più salutari e indicate per la nostra persona, indipendentemente da ciò che pensano gli altri e tenendo sempre conto, sia chiaro, dell’impatto che queste abitudini che scegliamo possono avere sull’ambiente che ci circonda, compreso quello familiare.

 

Domanda 3: “Quali rinunce devo fare?”

non rinunciare ai sogni

realizza un sogno

Nota: Riflettiamo.

  • Rinunce in nome di che cosa?
  • Rinunce per chi?
  • Quello a cui devo rinunciare è importante per me?
  • E perché se è importante dovrei rinunciarvi?
  • Se rinuncio a ciò che per me è importante o addirittura fondamentale, che cosa otterrò in cambio?
  • Sto rinunciando a questo qualcosa per paura?
  • Qualcuno mi sta facendo pressione affinché io rinunci a qualcosa che per lui/lei/loro rappresenta una minaccia in quanto mi darebbe autonomia e potere personale?

La nostra particolare situazione personale, professionale e familiare, può portarci a vivere dei dubbi su ciò a cui dovremmo rinunciare in nome di un non meglio precisato miglioramento del quotidiano. Che queste rinunce ci siano richieste da chi ci vive accanto, come da chi collabora con noi al lavoro o ancora ci siano instillate in qualità di perplessità da amici o familiari, è indispensabile che noi prendiamo le distanze dal decidere in tutta fretta.

Accettare la visione altrui in una circostanza simile, equivale a sviluppare in seguito un amaro pentimento per la scelta operata sotto pressione psicologica. Sempre, in ogni circostanza, prima di rinunciare a qualcosa, prima di scegliere di abbandonare un sogno, un obiettivo, la decisione di cambiare lavoro ad esempio, dobbiamo poter ritrovare la nostra centratura a livello emotivo. Solo da una posizione di consapevolezza, libera da condizionamenti o pressioni, possiamo fare le giuste scelte e capire se vogliamo veramente “rinunciare” a quella data cosa, a quell’obiettivo, a quella scelta.

 

Domanda 4: “Quali sono i limiti?”

come superare i nostri limiti

 

superare i propri limiti

 

Nota: Riflettiamo.

  • Che cosa sono i limiti?
  • Quale definizione diamo alla parola “limite”?
  • Si tratta di veti che ci accompagnano dall’infanzia?
  • Si tratta di concessioni che non facciamo a noi stessi perché pensiamo che vadano contro le regole che altri ci hanno imposto?
  • Si tratta di blocchi emotivi che ci impediscono di esprimere la nostra creatività?
  • Sono presenti dei limiti nella nostra vita? Se si, in quale ambito?

Questa domanda ha il pregio di portarci al di fuori della zona di comfort, almeno dal punto di vista “mentale”. Il solo fatto di individuare se siamo oppressi da limiti, da blocchi, è di per sé già un buon passo avanti per riuscire a rimuoverli. Un limite può essere rappresentato anche da un’emozione negativa.

In questo caso, l’azione più efficace che possiamo fare, è quella di osservare senza giudizio l’emozione penalizzante che ci attraversa, sforzandoci di abbracciarla con fiducia per poi allenarci a lasciarla andare. Questo è l’unico modo per poterla superare.

Ogni percezione di “limite” arriva per farci capire che qualcosa ha fatto il suo tempo e deve cambiare. Che si tratti di un condizionamento che proviene dal passato, che sia un nostro comportamento dettato dalla paura,come pure una situazione che si è calcificata in modo negativo nella nostra vita, l’obiettivo è modificarla (se possibile) in meglio o, se questo non potesse essere fatto, dobbiamo poter provvedere a chiuderla e voltare pagina.

I limiti sono sfide a migliorare ciò che siamo.

Per concludere la riflessione su questa domanda, ecco un esempio sul concetto di limite.

“La mente diventa un problema perché hai permesso che i pensieri arrivassero così in profondità dentro di te da dimenticarti completamente della distanza che c’è tra te e loro. Ti sei dimenticato che sono visitatori, che vanno e vengono. Ricorda sempre ciò che permane: quella è la tua natura, il tuo tao. Presta attenzione a ciò che non va e non viene mai, proprio come il cielo. Cambia la gestalt: non concentrare l’attenzione sui visitatori, rimani radicato nel padrone di casa.”

– Osho –

Questo video dimostra in pratica il concetto di Osho. buona visione!

Ed ora l’ultima domanda per questo esercizio sulla Guida Interiore.

Domanda 5: “Che cosa manca ancora?”

come essere in armonia con se stessi

superare la mancanza di equilibrio

Nota: Riflettiamo

  • Di che cosa sentiamo la mancanza?
  • Abbiamo la sensazione che la nostra persona manchi di qualcosa?
  • E se si, che cos’è questo qualcosa?
  • C’è un aspetto della nostra vita che è “carente” di qualcosa?
  • C’è qualcosa che ci manca per poter avanzare nel nostro percorso interiore di crescita e realizzazione?
  • Cosa pensiamo ci occorra per cambiare?

Quando ci troviamo ad attraversare un periodo di crisi personale, quando dobbiamo affrontare una sfida, risolvere un problema, spesso abbiamo la sensazione di non essere in grado di risolvere quanto ci sta accadendo perché siamo convinti di non avere le caratteristiche per riuscire o di non possedere gli strumenti adatti a superare il disagio.

La stessa situazione può presentarsi anche in concomitanza di decisioni importanti come per esempio un cambio di professione, un contrasto familiare, una difficoltà nell’ambiente lavorativo oppure una decisione particolarmente difficile. La sensazione di “mancare di qualcosa” è dettata quasi sempre dal senso di inadeguatezza che ci trasciniamo dall’infanzia o causato da eventi penalizzanti o traumatici che ci hanno segnato durante la vita.

La cosa importante, per poter superare questo senso di inadeguatezza, è quella di non cedere ai meccanismi del pilota automatico (citato all’inizio dell’articolo) e agire in modo proattivo all’emozione negativa che si sta affacciando alla coscienza.

La raccomandazione che vi faccio è quella di dedicare del tempo all’esercizio possibilmente senza essere soggetti a distrazioni. Rispondere alle domande in pieno stato di rilassamento, privi di qualsiasi disturbo esterno è di fondamentale importanza.

Questo primo esercizio vi aprirà la mente per i prossimi, che sono la naturale evoluzione di questi concetti.

A presto con l’Esercizio per Vivere Meglio n°2“.

 

Vitiana Paola Montana

Counselor & Kabalistic Coaching©

 

 

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