“L’acqua di un fiume si adatta al cammino possibile, senza dimenticare il proprio obiettivo: il mare.”

(PAULO COELHO)

Smettete di adattarvi all’immagine stereotipata di fascino femminile che gli altri vorrebbero scegliere per voi e potrete finalmente sentirvi a vostro agio nella vostra pelle. Dobbiamo tenere conto del fatto che siamo influenzate dal modo in cui, sia gli altri che la società, definiscono l’immagine della donna e questo influisce anche sul modo in cui percepiamo la nostra persona. A causa di questo tipo di condizionamento finiamo per fare nostri gli stereotipi dettati dall’esterno su come dovremmo essere, su cosa dovremmo pensare, sognare, fare e come dovrebbe essere la nostra immagine ideale.

Secondo i dettami distorti e omologanti della società, dovremmo praticamente adattarci a questi standard tossici e attendere pazientemente che un uomo si accorga di noi e decida di preferirci a qualcos’altro, oppure annullarci completamente nel tentativo di portare avanti lavoro e famiglia in modo impeccabile: un’impresa impossibile. In tutto questo, il nostro io profondo riceve un forte danno e viene penalizzato così tanto, da vedere offuscata la sua unicità fino a farla scomparire. E così ci ritroviamo a pensare di non avere molte possibilità, finendo per seppellire aspetti di noi stesse per paura di essere rifiutate per come siamo.

Allo stesso modo, questi modelli di femminilità distorta proposti dai media, influiscono su di noi condizionandoci al punto da essere indotte ad adattarci a quanto propongono su come mangiare, come vestirci, su come dovrebbe essere la nostra immagine. Anche se sappiamo che non è quello che vogliamo, non è semplice restare indifferenti. Ogni pubblicità, ogni selfie sui social, ogni modella di turno sulla copertina della rivista di moda, sembra ribadire e sottolineare la stessa cosa: la nostra persona, così com’è, non va bene.

È stato dimostrato che gli standard promossi dai social hanno un impatto fortemente negativo sulle ragazze, spingendo agli estremi la ricerca della perfezione (che non esiste). Così crescono ansia, stress, senso di inadeguatezza che sfocia in autolesionismo come l’anoressia. Ecco dunque che l’intento è quello di imparare a individuare e comprendere la nostra vera natura. Se riusciamo a capire la tossicità di questo tipo di messaggi, saremo anche in grado di liberarci dal loro influsso negativo. Non dobbiamo dimenticare che le donne hanno raggiunto alcuni dei diritti essenziali solo da poco tempo. Il diritto al voto, per esempio, in Italia è stato approvato nel 1945!

Per quanto riguarda la rivendicazione dei diritti, noi donne siamo sempre state considerate come inadeguate rispetto al valore degli uomini e, ancora oggi, si avverte una sorta di frattura tra i due sessi in fatto di uguaglianza e parità di diritti. Questa dicotomia ha un forte peso e ci condiziona ancora oggi, arrivando a compromettere la visione che abbiamo di noi stesse. Quando sarete arrivate alla consapevolezza che non dovete compiacere nessuno per essere apprezzate, diventerà molto meno complicato esprimere onestamente il vostro pensiero. Da piccole la nostra emotività era molto marcata e probabilmente abbiamo assimilato timori, condizionamenti, credenze e delusioni dall’ambiente in cui siamo cresciute, arrivando a credere che fossero pensieri nostri.

Queste influenze ci sono arrivate ad un’età in cui non eravamo ancora capaci di capire che si trattava di pensieri e convinzioni che non ci appartenevano. Così, da adulte, può accadere che ci portiamo appresso sentimenti di paura, vergogna o tristezza perché abbiamo vissuto in una famiglia che ha avuto situazioni traumatizzanti o eventi difficili tenuti segreti. Nonostante, magari, non siete coscienti di che cosa possano essere questi particolari, ne avete in ogni caso assimilato le sensazioni negative che hanno lasciato come traccia nel vissuto della famiglia. Ora che sappiamo quali possono essere le origini dei nostri disagi, cominciamo a domandarci, quando riflettiamo su chi siamo: “Questo aspetto mi riguarda?”, “È una cosa che fa parte di me?”, “Mi serve?”, oppure “Posso abbandonarlo?”

Riflessione: Come lasciar andare la falsa immagine di sé

In questa sezione vi aiuterò a lasciar andare le convinzioni su voi stesse che non vi servono più. Tutte noi siamo solite catalogarci con delle definizioni che spesso hanno a che vedere col lavoro che facciamo, con il nostro passato, con l’immagine a livello fisico o con la razza, addirittura con le tendenze sessuali. Adesso pensate al tipo di messaggio che vi è stato trasmesso durante gli anni della vostra crescita. Da piccole e fino a tutto il periodo dell’adolescenza, specialmente noi donne siamo facilmente condizionabili da questo tipo di messaggi e, crescendo, potremmo trovare delle difficoltà nel disfarcene. Forse durante l’infanzia siete state sgridate perché considerate pigre o troppo sveglie o troppo esuberanti. Oppure avete ricevuto degli elogi o critiche per la vostra fisionomia.

Qualcuno può avervi apostrofato dicendo che eravate troppo grasse, magre, basse, alte. Magari nessuno ha mostrato interesse per voi e negli anni, da adulte, avete maturato la convinzione di non avere alcun valore. Adesso, sul vostro quaderno o sul diario, scrivete una lista di dieci idee che avete formulato su voi stesse, che siano passate o attuali. Una volta completata la lista, soffermatevi a riflettere su questi dieci punti, prendendovi tutto il tempo che vi serve. Riflettete: quelle dieci definizioni di voi sono vere? Vi descrivono e caratterizzano pienamente? Esprimono la vostra vera natura?

Ora trovate una posizione comoda e prendetevi un po’ di tempo per stare tranquille. Fate un paio di respiri profondi chiudendo gli occhi. Immaginate di trovarvi su un’altissima scogliera del nord dell’Irlanda, spazzata dal vento. In mano avete dieci foglietti di carta, e su ciascuno c’è scritta una delle false idee su voi stesse che avete elencato nella lista. Adesso, visualizzatevi mentre gettate nel vento i dieci foglietti. Li vedete volteggiare nell’aria mentre inizia anche a piovere. Le gocce di pioggia fresche cadono sulla carta e sbiadiscono le scritte delle dieci false idee. Mentre le scritte svaniscono e non sono più leggibili, il vento porta via i foglietti e la stessa pioggia, ripulendo l’aria e la roccia sulla quale vi trovate.

Immaginate adesso di sedervi a terra sul prato verde e soffice. Ora il vento si è calmato e splende il sole. Vi sentite leggere e in pace, c’è silenzio, calma e nessuna agitazione. Qualunque pensiero o convinzione su chi potreste o non potreste essere è ormai qualcosa di lontano, qualcosa di indefinito. Fate un respiro profondo, adesso siete completamente libere, libere dalle etichette, dalle definizioni, dai giudizi sia vostri che altrui, andate bene così come siete. Permettetevi di assaporare la sensazione di libertà nell’essere voi stesse, completamente. E adesso, quando vi sentite pronte, immaginate di alzarvi in piedi sulla roccia allargando le braccia e affidando al vento gli ultimi pensieri. Siete libere!

Qualche minuto per ritornare presenti e poi aprite gli occhi. Ora, se lo volete, potete materialmente strappare e appallottolare l’elenco delle false idee che avete scritto, poi decidete voi se bruciarlo, gettarlo nella spazzatura o altro. Quelle definizioni non sono più veritiere perché, la vostra vera natura, la parte della vostra coscienza che si è alzata in piedi su quella roccia, è reale, presente oltre ogni tipo di definizione. Quella immagine di voi è la garanzia che vi permette di sentirvi al sicuro e piene di amore per voi stesse.

Questo tipo di meditazione è molto utile quando avvertite una sensazione di disequilibrio o siete turbate per qualcosa. se non avete tempo a disposizione, potete anche rievocare solo la parte in cui vi sedete in pace sull’erba soffice oppure solo la parte in cui allargate le braccia nel vento e vi sentite libere. Richiamando queste immagini nella vostra mente riuscirete a recuperare più velocemente lo stato di calma.

Approfondiremo altri aspetti di questo percorso nei prossimi articoli.

Questo è uno dei passaggi di cui parlo nel libro: “Prometto a me stessa”. Cliccando sull’immagine potrete leggerne la sinossi.

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Buona Lettura!

 
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